venerdì 5 ottobre 2007

Dovere morale

Qualche tempo fa un mio caro amico mi viene a trovare a casa. Non ci vediamo da mesi. Non vive più in Sardegna, lui che per questa terra ha un amore viscerale.
Ha una bimba di tre mesi che è nata lì dove ora ha trovato un lavoro dignitoso ed un ambiente decisamente umano ed ospitale. La bambina è bellissima.
Chiedo se tornerà prima o poi a casa. Chiedo e spero. Ma lui è lapidario, freddo, deciso.
Non ha fiducia il mio amico. Non ha fiducia in un sistema che non ha premiato la sua cultura, i suoi studi, la sua determinazione e le sue legittime ambizioni.
Non ha fiducia nelle persone che dovrebbero lavorare per dare opportunità di crescità a chi merita, ma che di fatto lavorano per difendere poltrone ed interessi di parte all'interno di istituzioni sempre più lontane dalla gente.
Il mio amico è uno combattivo, uno che non si arrende facilmente. Eppure mi appare quasi mansueto, remissivo, arrendevole. Forse è solo scoraggiato. Forse è stato lasciato solo. Troppe porte che non si sono aperte. Troppe porte che si sono spalancate ma che nascondevano l'inganno.
Credo che quest'Isola dove ho la fortuna di vivere possa offrire reali opportunità a tutti coloro che le opportunità le sanno costruire e coltivare. Avrebbe potuto farlo anche lui, perchè ne ha le capacità. Eccome se ne ha le capacità.
Ma sono troppi gli ostacoli, le baronie, gli orticelli coltivati abusivamente, i potentati economici, i compromessi e le ambiguità della politica asservita ad una classe dirigente distratta e spesso incapace.
Io non starò a guardare. Lo scrivo in questo blog ed è un impegno preciso.
Non sapevo che farci di questo mio diario in rete. Ho cambiato intestazione decine di volte. Ma sono arrivato ad una conclusione.
Non basta più criticare e stare fuori dalle stanze dei bottoni. Sento il dovere morale di impegnarmi in maniera coerente con i valori che animano il mio spirito e la mia educazione.
Per questo - da oggi - Lissandru ha deciso di scendere in campo.
Perdonate lo sfogo, ma adesso inizio ad essere incazzato sul serio.
E conoscendomi credo che ci sarà da divertirsi non poco...

Tenidebos contu.

2 commenti:

colui72 ha detto...

E comincio a fregarmi le mani Lissà!
Se i sardi che siamo fuori siamo più di quelli dentro un motivo ci sarà.
Purtroppo credo che le cose non si possano cambiare, chi non fa parte della stanza del mangime non avrà mai spazio...

Lissandru ha detto...

Questo post sta nella categoria "Dipende solo da noi"... Perchè credo che sia proprio così, davvero.

E bisogna crederci nel cambiamento. Perchè le "stanze del mangime" non sono inacessibili, si possono scardinare, eccome se si possono scardinare...

Io credo che i tempi stanno per cambiare, perchè in giro c'è fame, disperazione, preoccupazione, paura del futuro.

Oggi la nostra amatissima Isola è più povera di quanto non lo fosse dieci anni fa. 90 mila famiglie sarde vivono al di sotto della soglia di povertà. E sono solo i dati ufficiali. Poi c'è tutto quello che non si vede...