sabato 29 marzo 2008

Aquile e rane

Dicono - le cronache - che il voto degli indecisi determinerà le sorti del paese alle prossime elezioni. Tralascio per ora sul mio personale concetto della parola "paese" per un elettore che vive in Sardegna. Sull'essere indecisi credo invece siano pressochè unanimi i giudizi: troppa gente già vista, troppe parole già sentite. 
Non credo sia un problema di slogan. E non credo sia un problema di scarsa informazione. Piuttosto l'elettore medio - cazzo è questo elettore medio? io sono un elettore medio? - credo si trovi combattuto nel dover scegliere tra aquile e rane. 
Le aquile "fanno politica" perché inseguono un sogno, volano alto, forse troppo. E la gente alla fine di loro diffida. Restano confinati nel loro habitat, funzionali a se stessi, imbrigliati alle loro stesse ideologie. Eppure a saperli ascoltare...
Di rane invece la politica è piena. Saltare di schieramento in schieramento è cosa assai consueta, abilità necessaria per restare nella stanza dei bottoni, sia pur logori negli anni e sorretti da banale - mai umile - esperienza.
Le rane vivono negli stagni, di aquile sono pieni solo i cieli.

Tenidebos contu, piseddos!

 

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