sabato 3 novembre 2007

Eppur si muore...

Iniziamo a sfatare i falsi miti. Dicono di noi che siamo un'Isola felice (in senso metaforico intendo). Perchè da noi ci si sente sicuri, di giorno come di notte. La violenza del continente Italia da noi arriva solo attraverso le cronache dei telegiornali. Già...

Eppur si muore. Per strada, magari finendo per sbaglio al centro di un sanguinoso conflitto a fuoco tra buoni (la polizia) e cattivi (i banditi che volevano rubare cinquemila euro di un piccolo sportello bancario, magari scelto a caso).

Le cronache raccontano di rom che se le danno di santa ragione in una piazzola di sosta della 131 - con il sangue che schizza sui rifiuti abbandonati dagli automobilisti e con uno dei contendenti che rimane a terra con la testa spaccata in due.

E raccontano le cronache di ragazze stuprate all'uscita di una discoteca, colpevoli quasi di aver accettato un passaggio dalla persona sbagliata, nel giorno sbagliato. Violenza su violenza.

Si accoltellano in casa, padre e figlio. Pare litigassero da anni - per un terreno, per dei confini, o per qualcosa del genere. Già. Qualcosa del genere...

Si accoltellano al bar, si conoscevano bene. Il vino però accende gli animi, quelli cattivi, quelli annoiati, quelli poveri di valori elementari. No, non è balentia, è coglionaggine. Già.

Si raccontano di donne rumene tenute segregate in casa, liberate dopo mesi, per caso. E si racconta di pestaggi fuori dai locali, di aggressioni non sempre gratuite di ragazzi bene a danno di altri ragazzi bene. Quali saranno poi i confini tra un ragazzo "bene" ed uno "male" ...

Ti possono ritrovare impiccato in fondo ad un dirupo. I giornali diranno che eri uno tranquillo, senza precedenti con la giustizia, che i tuoi parenti e gli amici non riescono a farsene una ragione. Non sapranno mai che ti eri appartato con un transessuale che non volevi pagare, che ti ricattava, che ti ha fatto fuori senza neanche accorgesene. Disperato anche lui, come te, di più forse, ma solo un poco...

E' violenta questa Sardegna. Non facciamo finta che non sia così. Non sono sicure le strade delle nostre città, dei nostri paesi, non sono sicure le campagne, non sono più sicure neanche le nostre case.

E intanto ci raccontano che siamo un'Isola felice...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo pienamente. Non è una bella cosa crogiolarsi nello stereotipo dell'isola felice. Io, quando sento di tanti fatti criminosi che avvvengono nella nostra beneamata isola e che spesso vengono trascurati dalla stampa nazionale, ripenso a una vecchia canzone di De Andrè che dice più o meno così: "non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche omicidio senza pretese abbiamo anche noi qui in paese". Per questo non bisogna illudersi, non abbasare la guardia davanti a fenomeni che stanno assumendi proprzioni sempre più preoccupanti. Un caro saluto dall'amico del "capo di sotto" e...forza Torres e Dinamo! Il mio cuore sardo batte anche per queste squadre, non solo per il Cagliari.

colui72 ha detto...

Ormai sembra il SudAmerica...