Il Comitato per il SI al referendum parla attraverso un sito nuovo di zecca http://www.statutariasi.it/. Passiamo una buona mezzora a leggere le ragioni del SI, attingiamo informazioni e spunti di riflessione. Vi propongo un contributo pubblicato lo scorso 4 ottobre:
"Dopo un’attesa lunga sessanta anni il Consiglio regionale ha approvato la Legge Statutaria. Una serie di norme rendono il governo della Regione più moderno e meno costoso. Si tratta della legge più importante tra quelle che possono essere emanate dall’Assemblea isolana, vera espressione dell’autonomia dei sardi. Tra i suoi obiettivi c’è quello di abolire i privilegi e ridurre i costi della politica. Stabilisce che sono i cittadini e solo loro gli arbitri della politica perché solo loro hanno il potere di eleggere il Presidente della Regione. Riduce il numero degli assessori e stabilisce che chi è consigliere regionale non possa essere anche presidente di Province, senatore o deputato, accumulando cariche politiche e stipendi. Finalmente i sardi avranno una legge che obbliga chi diventa consigliere o assessore a rendere pubblici gli interessi privati che siano in contrasto con la corretta amministrazione ed eventualmente a cederli temporaneamente, per la durata dell’incarico. Una legge giusta che merita il tuo sì Questi sono solo alcuni dei privilegi che la Legge Statutaria abolisce: ebbene c’è chi, dopo aver votato questa legge, si è accorto che forse avrebbe rischiato di perdere i numerosi vantaggi che la carriera politica offre e propone di cancellare queste norme. Votando SI, al referendum del 21 ottobre si può dare il via libera a questa legge e fare in modo che consiglieri regionali e assessori abbiano meno vantaggi e lavorino meglio al servizio dei cittadini. Ma soprattutto che si riducano gli sprechi della politica. I cittadini scelgono chi governa la regione La Legge Statutaria stabilisce che sia il popolo sardo a scegliere il presidente della Regione. Votando SI al referendum dunque si introduce il principio per cui è il cittadino l’arbitro della politica e si evita che la scelta del governo regionale sia nelle mani di un ristretto numero di consiglieri o assessori. Nella Statutaria è stabilito che i cittadini scelgano il presidente, il suo programma e la sua maggioranza di governo, avendo finalmente chiaro chi è il responsabile di un’eventuale mancata attuazione. E’ stabilito anche un limite insuperabile per chi governa la Regione: il presidente non può essere rieletto alla scadenza del secondo mandato. Diminuisce il numero degli assessori La Giunta è composta dal presidente e da non meno di 8 e non più di 10 assessori. Oggi sono 12. Meno assessori significa meno spese per l’amministrazione e maggiore capacità di coordinamento nell’attuazione del programma di governo. Pari opportunità E’ stabilito l’obbligo di avere almeno il 40% di donne all’interno della Giunta. E’ la prima legge in Italia a prevedere una percentuale garantita per le donne nei posti di responsabilità dell’amministrazione regionale. Mai più doppi incarichi e doppi stipendi per i politici E’ accaduto spesso in passato che consiglieri regionali fossero anche deputati, senatori o presidenti di Province. La legge Statutaria stabilisce che questo non possa più accadere. Con le norme sull’ineleggibilità e l’incompatibilità è impedita la candidatura di chi è in grado di esercitare pressioni sull’elettore ed è garantito il pieno impegno dell’eletto nel ruolo che i cittadini gli hanno assegnato col voto. Conflitto d’interessi Grazie alle norme introdotte con la Statutaria Presidente della Regione, assessori e consiglieri devono rendere pubblici gli interessi privati che possono entrare in conflitto con la funzione svolta. Gli amministratori regionali sono obbligati a cedere temporaneamente a un fiduciario il controllo o la proprietà di società per azioni quotate nei mercati o di società con “influenza rilevante” nella proprietà o nella gestione di reti radiotelevisive, di quotidiani e periodici a diffusione regionale o nazionale. Il fiduciario dovrà agire”con ragionevolezza, giudizio e buona fede” sotto il controllo di tre esperti scelti dal Consiglio regionale e dal Consiglio delle Autonomie locali. Le imprese controllate dal fiduciario non potranno stipulare contratti o accordi con la Regione a meno che non abbiano partecipato a gare d’appalto o ad altre procedure ad evidenza pubblica. Presidente, assessori e consiglieri non possono inoltre partecipare ad alcuna votazione se vi sia un conflitto tra dovere pubblico e interesse privato o personale. Cittadini protagonisti della vita politica Grazie alla Legge Statutaria i cittadini possono abrogare e proporre una legge o esprimere un parere sulle norme regionali. Attraverso la richiesta da parte di quindicimila elettori possono essere indetti tre tipi di referendum: consultivo, abrogativo e propositivo. Quest’ultimo consente agli elettori di proporre una legge che poi può essere approvata dal Consiglio regionale. Con questi istituti si esplica l’iniziativa legislativa del popolo sardo. Un sistema che garantisce ai cittadini-elettori il controllo sull’attività degli amministratori. Comuni e Province partecipano alle scelte del governo regionale Con l’introduzione del Consiglio per le autonomie locali, i Comuni e le Province, partecipano in modo concreto alle scelte della Regione, vigilando sulla sua attività e facendo proposte che troveranno attuazione nei programmi di governo. Si eviterà così, come è accaduto in passato, che le decisioni della Regione siano prese senza il coinvolgimento anche delle più piccole realtà dell’isola. Un Consiglio più forte che vigila sull’attività del presidente Più poteri per l’assemblea dei sardi. Il Parlamento regionale grazie alla Legge Statutaria vede aumentare il suo potere legislativo, ma anche quelli d’indirizzo e di controllo verso l’attività della Giunta e del Presidente. In questo modo è stabilito un equilibrio di poteri che garantisce scelte condivise e partecipate. L’Assemblea dispone anche del potere regolamentare che invece nelle altre regioni spetta alla Giunta."
(...per la vignetta in prima pagina ho rispolverato un vecchio Altan)
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